La nostra storia

La Compagnia Stabile di Prosa Città di Treviglio, in versione dialettale, nasce nel 1955 dalla fusione dell’omonima compagnia che, guidata dal valido Gino Gaigher, recitava in lingua italiana fin dal lontano 1946, con altri elementi della dialettale Tommaso Grossi. Quando il regista Gino Gaigher lascia l’incarico, è nominato alla regia Carlo Bonfanti, già apprezzatissimo attore.

Impegni di lavoro e l’inaspettata chiusura per ristrutturazione del teatro Filodrammatici limitano temporaneamente le attività della Compagnia che però, proprio per inaugurare il nuovo teatro Filodrammatici, il 28 febbraio 1987 presenta l’atto unico «LA CRUS» del bergamasco Sereno Locatelli Milesi che, in una magnifica serata, riaccende negli attori e nel pubblico una rinnovata carica e amore nel teatro dialettale. Da questo momento in poi la Compagnia Stabile mette in scena annualmente una nuova commedia ottenendo un crescente consenso di pubblico e di critica.

Tra queste ricordiamo:

  • «I FATI DE LA CA DE TOGNO», adattamento del glorioso «TOLT VIÀ L’UNUR, ADIO BARACA», con una grande interpretazione di Carlo Bonfanti.
  • «’L CASANOVA DE TREÌ», commedia brillante in tre atti di Franco Paladini, opportunamente tradotta ed ambientata nella città  di Treviglio.
  • «GAUDENZIO PIANTANIDA, SART E MAGO» di Balzarini e Salvi. Per la prima volta la compagnia si misura con un testo molto impegnativo dove l’allegro, l’umano e il drammatico si manifestano con pari intensità, quasi a far capire che la commedia dialettale non è solo “far ridere”, ma sa pure esprimere e far vibrare tutte le corde dei sentimenti umani.
  • «’L DUTUR DI DONN», tre atti brillanti del non meglio identificato G.F.
  • «LA SOCIETÀ DEL CUCÙ», sempre dell’autore G.F., commedia riadattata integralmente ed ambientata nella Treviglio degli anni Trenta.
  • «CAFÈ MARGHERITA» del concittadino Gianfranco Conti, una commedia ambientata negli anni Cinquanta, che rileva una realtà  cittadina ancora attuale.
  • «AL RIA AL ZIO DE DALLAS» di Roberto Franco, una commedia in tre atti dai risvolti esilaranti, carica di situazioni comicissime, tradotta, adattata e ambientata nella nostra Treviglio da Carlo Bonfanti.

Si arriva così, sempre carichi di entusiasmo, fino all’estate del 2000 quando l’instancabile “Carluccio” lascia la famiglia, gli affetti, la scena, la regia, il palcoscenico, e gli amici. Ma la “sua” Stabile non vuole arrendersi e diviene, in sua onorata memoria, Compagnia Stabile di Prosa Carlo Bonfanti.

  • «LA BOTTEGA DEL CAFFÈ» di Carlo Goldoni, rappresentata in costume, che vede il debutto alla regia di Giovanni Rigon.
  • «SOGN, SOLC E GRATACÓ» del bergamasco Pino Gaffuri, commedia ampiamente applaudita ovunque sia stata presentata, a riconferma delle tradizioni di qualità e “professionalità” fin qui espresse.
  • «’N GUARDIA, ÜSTÌ», del genovese La Rosa, commedia che vede anche il passaggio delle consegne di regia a Walter Danelli. L’impegno del nuovo regista, supportato anche dalle consolidate esperienze di Lina Brambilla e di Luigi Romualdini, permettono alla Compagnia di fornire un esplosiva messa in scena che conferma ancora una volta la qualità e la ricercatezza dei particolari che la Stabile ha sempre voluto fosse il proprio caposaldo.
  • «CAMERA A ORE» del tedesco Fritz Kempner, adattato al dialetto trevigliese da Lina Brambilla, sotto l’ormai confermata regia di Walter Danelli. La “prima” alla Rassegna Concorso di Villa d’Almè si traduce nel successo che ha gratificato il lavoro di tutti; la Compagnia conquista, infatti, con Walter Danelli il 1° premio per la regia e come attore protagonista. Premi che già in passato furono assegnati a Carlo Bonfanti (2 volte per la regia) e a Lina Brambilla come attrice protagonista.
  • «CIÀCULE, TRÀPULE E TRABÜCHÈCC», una commedia in 3 atti di Pino Gaffuri, con la quale la Compagnia conquista con Lina Brambilla il 1° premio come attrice protagonista e con Graziella Casirati il premio di migliore attrice non protagonista.
  • «CON TÖT AL BE CHE TA ÖRE» di Luciano Lunghi, che vede l’attore protagonista cimentarsi in una parte perlomeno insolita.
  • «I SURPREZE DEL DIVORSIO», vaudeville di Alexandre Bisson e Antony Mars, dove va in scena l’eterno scontro tra genero e suocera.
  • Ma non c’è tempo per vivere sugli allori, si deve pensare alla prossima stagione, ed ecco allora mettere in cantiere la commedia «CÜNTELA SÖ GIÜSTA» di Vittorio Barino e Martha Fraccaroli, dove le bugie di un piccolo industriale hanno le gambe corte e, come si sa, con queste non si va lontano. Anche questa commedia si è rivelata un appuntamento da non perdere.

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